Da Via gli anni degli altri

Poesie - Via gli anni degli altri di Marco Carretta
03:29
Dorme a stella
male al collo,
a sinistra per il reflusso.
Mai di schiena per il russare.

in piedi
ti guardiamo voler dormire


Resta con le mosche
degli occhi,
le scie.

Spesso cade
con il volto nelle mani.
*
V
Il letto del fiume esposto,
e sti mortali insulsi che provano a capirlo.

tu per primo


Biciclette, barche, mattoni di archi di case morte,
cozze enormi, casalinghi delle epoche, pestelli.

Ossessionato fissa dal ponte
le storie croste di chi abitava.
*
05:20
Con la sua capoccia in passeggiata prosegue le folate della notte, scagliato tra futuri disegni ricordati, carambole, svariati frantumi in stormi, bande di inseguiti, erbe nei giardini a colonna, la scalinata delle scuole, i genitori alla sua età, una volta a lato delle cose, che, così giovane e già morto, sfiorivano le viole, la linea delle auto del boom, esserci stato, tornare a Roma presto, scrivere anzitutto, recuperare i classici in lista su Google Sheet, buono questo, sopravvalutato quell’altro, avessi fatto, avessi detto. Ora qui, mai qui.
*
06:22
Si è trovato a Napoli
inaspettatamente bambino,
arrivava dal mare sulla spiaggia
a svegliare i corpi stesi.

e tu, tra le pieghe del sole
non c’eri
*
XII
Ogni ora un treno
per chi rimane a voler partire.

perderai il prossimo
quello dopo, dopo ancora
[leggi prenderai o perderai?]


Oggi a parte il suo, tardano tutti,
sembra per un oggetto sui binari.

qualcuno si è buttato
spesso è così se c’è ritardo – non viaggi molto tu


A ciascun ritardo
collega questa evenienza
e pensa al niente scavato,
l’essere diviso dal dire, le emozioni
cadute, le forze
nei pozzi senza monete,
acqua, bagliori.
Via i movimenti e le ultime sillabe.
Via gli anni degli altri.
*
2017
Dure ragazze in pista, sorelle amiche,
scatenano le gambe, svolazzano.
C’è una cover band.
Sono lunghe e profumano il concerto:
una seduta con i tatuaggi,
l’altra sotto il palco una furia.

Hanno gli occhi vivi mai stanchi.
Sulla collina di vigneti
la luna è carica.

sopra, la chiesa la vedi
per alcune piccole luci


portaci


È la vacanza di una città
che riposa tra le vigne
guardando le ragazze.

pure tu dimetti le ultime volontà
pensare stanca
*
23:58
Anni questi disgregati,
esagerate memorie per una memoria,
la collettività in piccoli specchi
ognuno una pupilla.

E la sensazione di dover mentire,
almeno confondere.
Sopra le cose, le cose.

non per la leggerezza del tuo corpo in cenere,
ignori i miti greci, per questo sparirai

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