
Nevrosi, Tsitsi Dangarembga, Pidgin
Tsitsi Dangarembga è un’autrice zimbabwese, Nevrosi è il primo romanzo scritto da una donna di questo paese a essere tradotto in inglese, e poi in altre lingue. La storia è quella di Tambudzai, una ragazza che, alla morte del fratello, prende il suo posto in un percorso di studi a cui altrimenti non avrebbe avuto accesso. Entra a far parte quindi di una missione cristiana, che dovrebbe mostrarle la strada per un futuro più agiato, da donna istruita. È quello che lei ha sempre voluto, ma la realtà (nei libri e nella vita) è sempre diversa da come la si immagina. Le persone che incontrerà, le sue stesse aspettative, saranno testimonianza di un passato coloniale duro a morire, gravoso, maschio. La scrittura è schietta, come il contesto in cui la protagonista si trova a crescere in questo che è, di fatto, un romanzo di formazione ed emancipazione: dove emancipazione non è riscatto, ma consapevolezza.

Non dico addio, Han Kang, Adelphi
Adelphi pubblica Non dico addio, ultimo romanzo di Han Kang, Premio Nobel per la letteratura di quest’anno. In questo libro ritroviamo la scrittura poetica e musicale tipica di Han: i paragrafi scorrono veloci in un susseguirsi di immagini evocative e inequivocabili al tempo stesso, come la neve che crea il paesaggio della trama. Gyeong-ha si reca a Jeju per aiutare Inseon, e qui si trova a rivivere le immagini del massacro che ha colpito questa regione nel 1948, tra le cui vittime c’è la madre dell’amica. Come in molti romanzi dell’autrice, anche in questo la memoria è la vera protagonista, personificata da donne che non dicono addio, non dimenticano, non ignorano. Il ricordo è un’arma di difesa contro il presente, e la sorellanza ci copre le spalle.

Olga muore sognando, Xochitl Gonzalez, Fazi Editore
Xochitl Gonzalez è una scrittrice e giornalista statunitense di origini messicane, ma prima di tutto ciò è stata una wedding planner, come la protagonista di Olga muore sognando, che nella vita realizza i sogni degli altri ma mai i propri. Olga organizza matrimoni, risolve imprevisti e cerca di sopravvivere alla tempesta, come metafora e non. A un certo punto però, la vita vera arriva e la costringe a porsi le domande che ha sempre voluto (o dovuto) ignorare. Delicatamente autobiografico, questo romanzo è divertente da leggere, arguto e intelligente: scorre veloce come l’Hudson.

Tsitsi Dangarembga è un’autrice zimbabwese, Nevrosi è il primo romanzo scritto da una donna di questo paese a essere tradotto in inglese, e poi in altre lingue. La storia è quella di Tambudzai, una ragazza che, alla morte del fratello, prende il suo posto in un percorso di studi a cui altrimenti non avrebbe avuto accesso. Entra a far parte quindi di una missione cristiana, che dovrebbe mostrarle la strada per un futuro più agiato, da donna istruita. È quello che lei ha sempre voluto, ma la realtà (nei libri e nella vita) è sempre diversa da come la si immagina. Le persone che incontrerà, le sue stesse aspettative, saranno testimonianza di un passato coloniale duro a morire, gravoso, maschio. La scrittura è schietta, come il contesto in cui la protagonista si trova a crescere in questo che è, di fatto, un romanzo di formazione ed emancipazione: dove emancipazione non è riscatto, ma consapevolezza.

Adelphi pubblica Non dico addio, ultimo romanzo di Han Kang, Premio Nobel per la letteratura di quest’anno. In questo libro ritroviamo la scrittura poetica e musicale tipica di Han: i paragrafi scorrono veloci in un susseguirsi di immagini evocative e inequivocabili al tempo stesso, come la neve che crea il paesaggio della trama. Gyeong-ha si reca a Jeju per aiutare Inseon, e qui si trova a rivivere le immagini del massacro che ha colpito questa regione nel 1948, tra le cui vittime c’è la madre dell’amica. Come in molti romanzi dell’autrice, anche in questo la memoria è la vera protagonista, personificata da donne che non dicono addio, non dimenticano, non ignorano. Il ricordo è un’arma di difesa contro il presente, e la sorellanza ci copre le spalle.

Xochitl Gonzalez è una scrittrice e giornalista statunitense di origini messicane, ma prima di tutto ciò è stata una wedding planner, come la protagonista di Olga muore sognando, che nella vita realizza i sogni degli altri ma mai i propri. Olga organizza matrimoni, risolve imprevisti e cerca di sopravvivere alla tempesta, come metafora e non. A un certo punto però, la vita vera arriva e la costringe a porsi le domande che ha sempre voluto (o dovuto) ignorare. Delicatamente autobiografico, questo romanzo è divertente da leggere, arguto e intelligente: scorre veloce come l’Hudson.